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Edizione 2008: Ermanno Cristini, Marco Paganini, Luigi Presicce, Daniel Rothbart.
Duedinovembre
A cura di Alessandro Castiglioni, Francesca Marianna Consonni, Lorena Giuranna
1 e 2 novembre 2009
Presentazione del progetto e inaugurazione sabato 31 ottobre ore 18.30 e domenica 1 novembre ore 15-19
Cyrano - Laboratorio d’ arte, restauro, antiquariato. Via Belenzani, 42 Trento
In collaborazione con Cafè Culture.
"Duedinovembre" si ispira ad un antico e radicato rito religioso secondo cui il Primo di Novembre si debba preparare un banchetto che il giorno successivo possa essere consumato in prelazione dalle anime dei propri defunti. In occasione della giornata di ricordo dei propri cari estinti, risignificando attraverso la pratica artistica il rito dell’offerta, proponiamo, in un rapporto di continuità tra cultura popolare ed arti contemporanee, una mostra puntualmente allestita il Primo di Novembre, che nella giornata successiva sia fruibile, come da tradizione, solo dai morti, nella festa a loro dedicata. La giornata di preparazione, in cui il pubblico dei vivi potrà entrare a visitare gli spazi, avrà un carattere movimentato e performativo, ispirato alla tradizione dell’ofrenda, della preparazione, della relazione, della condivisione.
Per questa edizione, l’invito è stato esteso a molti artisti con l’idea di offrire un'immagine all'aldilà, non necessariamente del proprio lavoro, ma che risponda al senso di un'offerta personale fatta con gioia. Le immagini saranno proiettate ed allestite in stretta relazione con il luogo che le ospita, il laboratorio “Cyrano” di Trento. Il luogo è apparso indicato per il progetto, perché è raccolto, ma centrale, è accanto alla Civica, e possiede un'aura molto esoterica: fu infatti sede di un terremoto e custodisce le cornici vuote in vendita dall'antiquario; tale condizioni, quella della vita costruita sopra la vita e quella dei riquadri di immagini possibili ci è sembrato essere un set ideale per questa edizione.
Artisti invitati: Adalberto Abbate, Vittore Baroni, Ermanno Cristini, Maurizio Donzelli, Barbara Fässler, Vincenzo Ferrari, Chiara Foletto, Pierluigi Fresia, Daniele Giunta, Paolo Gonzato, Michele Lombardelli, Ferdinando Mazzitelli, Giancarlo Norese, Luigi Presicce, Alessandro Roma, Dragana Sapanjos, Luca Scarabelli, Enazo Umbaca.
Il potere dell’assenza
Due di Novembre. L’occasione vuole che si tirino a lucido le lapidi e si sostituiscano i fiori nei cimiteri, presumendo forse che quello sarà il luogo della festa, la festa dei morti. In un’Italia più attenta e popolare, la tavola del giorno dei morti viene allestita il giorno prima, lasciando ai cari estinti la precedenza alla mensa, come agli ospiti più attesi, ai più graditi: senza timore o spergiuro, senza debito o credito, avviene l’offerta. Il piacere del cibo, della festa è aumentato dalla condivisione di chi non è più fisicamente tra noi. Il piacere aumenta grazie alla presenza dell’assenza. L’azione è densa d’amore, genuina ed accorta: questa mostra ne vuole ricopiare il sentimento, rilanciandone i significati. Ciò che non è, appare infatti oggigiorno fondamentale. Il potenziale, il virtuale, l’ipotetico e il precario danno più certezze e soddisfazioni della carne, il valore ha stracciato l’oggetto, il linguaggio ha divorato la realtà, l’economia finanziaria batte dieci a uno l’economia delle merci in interessi e danni, la morte è più sicura della vita e, ultimamente, accade anche più spesso. L’arte, che da sempre ha connivenze con il simbolico, ha il compito di aver cura del figliolo generato dall’amplesso tra realtà ed immaginario. Questa mostra è il desiderio e la volontà precedenti a quell’incontro clandestino e ha l’intento di celebrare, attraverso un atto di omaggio, attraverso uno scambio, un rituale, la parte maledetta della vita come la intendeva Bataille, ovvero quella al di fuori delle leggi del mercato e della produzione, l’energia prodotta ma non produttiva di cui siamo tutti felicemente, gravemente gravidi.
Questa mostra è dedicata al potere dell’assenza, della non presenza e della tele (lontano) presenza, credendo ciecamente alla necessità di rivedere lo statuto della vita e della morte, un tempo assurdamente contrapposti, alla luce delle nuove possibilità di comunicazione, relazione, esistenza.
F.M. Consonni.
Contatti : duedinovembre@gmail.com